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ERACLEAMARE e NATURISMO

ERACLEA MARE

SPIAGGIA DEL NATURISMO MA NON PATRIA DELL'ESIBIZIONISMO??

«Sì al naturismo al Mort, ma in un contesto organizzato di riqualificazione naturalistica». Questa è la dichiarazione con cui il sindaco di Eraclea, pluripremiata spiaggia del veneto, apre al mondo dei nudisti e dell'abbronzatura senza limiti. Eraclea Mare vuole diventare la prima spiaggia del nord est?

Il Sindaco Graziano Teso, un personaggio con una verve d'altri tempi, però lo fa non per trasgressione ma anzi per morigerare una condotta che potrebbe essere ben più lassista, specialmente visti gli episodi di pubblico scandalo che sempre più spesso cadono sotto le luci della ribalta: nudisti arrestati, voyeur ed esibizionisti che creano scandalo e coppie che cercano una sessualità abbronzata.

In realtà l'area interessata dalla presenza nudista non è nemmeno in comune di Eraclea visto che si tratta di una exclave Jesolana in terra eracleense. Si perchè la presenza naturista viene a collocarsi in quella striscia di sabbia che racchiude la Laguna del Mort e che fino al 1935, al momento di una rotta del fiume Piave durante una piena, era la riva destra del fiume, da secoli confine dei due comuni.

Il Sindaco di Eraclea cerca quindi di organizzare un turismo naturista che transita obbligatoriamente per il suo comune, unica via d'accesso terrestre alla spiaggia del mort, per recarsi in un'area che è diventata di nessuno: il posto è infatti una lingua di dune sabbiose lunga 4 chilometri, con canneti e e pinete alle spalle, ideale per chi cerca una solitudine alla Robinson Crusoe, selvaggi ignudi compresi.

Il luogo è relativamente poco conosciuto, scomodo da raggiungere, di fatto nascosto e quasi inaccessibile. Arrivarci è già di per sé un'escursione. O si attraversa a nuoto un braccio di mare di 200 metri, da dove termina la spiaggia di Eraclea, o si deve scarpinare a piedi per tre chilometri e 30 minuti lungo un piccolo sentiero di terra e di sabbia nascosto tra la boscaglia a fianco della "Laguna del Mort".

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Non ci sono indicazioni.

Niente che indichi che c'è una spiaggia nudista o altro.

Dalla fine della spiaggia eracleense in poi non si trova nemmeno una struttura turistica.

Niente bar. Niente stabilimenti balneari, né chioschi, docce o toilette.

Non c'è più nulla di antropizzato: da lì in poi solo sabbia, scogliere, dune.

In queste condizioni, coloro che ci arrivano sanno che non troveranno ressa, anzi. Poiché l'ingresso da terra è solo uno, è facile trovarsi un angolino fra dune e canneti dove veramente ci sente in solitudine totale.

Insomma, come scrivono nei forum per appassionati del naturismo, è la patria ideale per chi cerca una spiaggia perfetta per il costume adamitico, per sdraiarsi al sole nudi e crudi ed abbronzarsi per ore e ore.

E fin qui tutto bene. Voi direte: che male può fare uno che, nascosto per i fatti suoi, si abbronza nudo?

Senz'altro nessuno.

E lì trova probabilmente conferma la bontà della dichiarazione di quell'omone che è il sindaco di Eraclea.

Il problema è però che, come sempre in Italia, alla passione segue l'eccesso.

La presenza di nudisti, o con termine politically correct “amanti del sole integrale”, risale ad almeno qualche decennio ma a loro sono poi seguiti quelli che fanno del nudo una passione estetica ed erotica: sono così arrivati i voyeur seguiti da esibizionisti etero ed omosessuali.

Quella che è una spiaggia di grande pregio ambientale (tanto da esser nominata dal WWF fra le più belle 11 spiagge italiane del 2003) è diventata una località di blando e rarefatto raduno erotico.

Per il controllo, la località ricadrebbe in comune di Jesolo ma la nota cittadina del turismo veneziano se ne disinteressa scaricando tutto sul comune contiguo, che ne è collegamento col mondo esterno.

Per questi motivi, il primo cittadino di Eraclea arriva al troppo pieno e sbotta affermando di non accettare più che al Mort esistano certe situazioni, anche perché sono degenerate.

Ma non è appunto il nudismo, bensì la "trasgressione", di cui si discute.

La Laguna e spiaggia del Mort rappresentano un Sic, ossia sito d'interesse comunitario per le eccezionali presenze naturalistiche che vanno protette e valorizzate e si vuole garantirne la fruibilità turistica del luogo a scopo naturalistico senza esporre alla vista di famiglie bambini scene di erotismo da night club di periferia o adescamenti imbarazzanti.

Questo senza penalizzare le presenze del mondo naturista, visto che è sempre nell'interesse della località di Eraclea Mare porsi sul mercato turistico in modo diversificato anche offrendo possibilità di visita a chi ama la natura in modo “integrale”. Questo senza però generare incompatibilità

Eraclea vuole quindi usare il naturismo come richiamo per rafforzare l'industria turistica ma non vuole il peso lasciato dall'anarchia jesolana. Nudi si, ma senza hard core! Siamo in Veneto.

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