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Venezia - Storia e declino

La nascita di Venezia avvenne con il graduale trasferimento a Rialto (Rivum Altum), Torcello e Malamocco (Metamaucos) del potere imperiale che era sopravvissuto nella laguna nelle precedenti citta di Eraclea e, in parte, di Jesolo. Gli abitanti della terraferma vi avrebbero però trovato rifugio già in epoca precedente a seguito delle varie ondate di invasioni barbariche che si succedettero dal V secolo. Lo spostamento si sviluppo gradualmente nei secoli Vi e VII con il graduale interramento delle lagune orinetali che, in ta modo, esponevano ad attacchi militari le originarie città leader dell'estuario.

Quando Carlo Magno fu incoronato Imperatore, Venezia apparteneva a quei territori italici che rimasero sotto il dominio dell'Impero Bizantino. La spiccata vocazione per mercanteggiare, e le ricchezze delle famiglie patrizie in essa residenti, la portarono ad ottenere una sempre maggiore indipendenza da Bisanzio. È annoverata fra le Repubbliche marinare, insieme a Genova, Pisa e Amalfi: tra queste, fu l'unica a reggere l'usura del tempo e a non piegarsi mai a dominatori stranieri fino a Napoleone. Il capo del governo era il Doge (dal latino dux), il quale vide, col passare del tempo, il suo potere sempre più vincolato da nuovi organi istituzionali.

Molti Dogi, soprattutto prima dell'anno mille, si videro costretti a prendere i voti perché i cittadini li reputavano troppo bramosi di potere: alcuni vennero anche uccisi. All'apice della sua potenza, Venezia dominava gran parte delle coste dell'Adriatico, regioni quali la Dalmazia, l'Istria, molte delle isole dell'Egeo, Beozia, Eubea, Creta, Cipro, Corfù, ed era la principale potenza militare e tra le principali forze mercantili nel Medio oriente. Nel XV secolo il territorio della Repubblica si estendeva da Brescia all'Istria ed alla Dalmazia (fino a Cattaro), e da parte dell'attuale provincia di Belluno, al polesine veneto.

Nel XVIII secolo Venezia fu per certo tra le città più raffinate d'Europa, con una forte influenza sull'arte, l'architettura e la letteratura del tempo. Il territorio della Repubblica Veneta comprendeva Veneto, Istria, Dalmazia, Cattaro e parte della Lombardia. Dopo oltre 1000 anni d'indipendenza, il 12 maggio 1797 la città venne conquistata da Napoleone Bonaparte: successivamente, il doge Ludovico Manin venne costretto da Napoleone ad abdicare e venne sciolto il Consiglio della Repubblica, per proclamare il "Governo Provvisorio della Municipalità di Venezia".

Con la restaurazione ed il Trattato di Campoformio tra francesi ed austriaci, il 17 ottobre 1797 la "Municipalità di Venezia" cessò di esistere e furono ceduti all'Austria il Veneto, l'Istria, la Dalmazia e le Bocche di Cattaro, che andarono a formare la "Provincia veneta" dell'Impero Austro-Ungarico sotto Francesco II d'Asburgo Lorena: gli Austriaci entrarono in città il 18 gennaio 1798. Nel 1848 partecipò attivamente ai moti rivoluzionari, sotto l'iniziativa di Daniele Manin. Nel 1866 entrò a far parte del Regno d'Italia.

 
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