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Nuovi bar e ristoranti a Eracleamare

Largo ai giovani e basta alla speculazione sulle licenze dei pubblici esercizi: e così il consiglio comunale approva la "liberalizzazione" spinta delle licenze di bar e ristoranti. Chi vorrà aprire un locale, soprattutto a Eraclea Mare dove c'è una forte domanda, tra le spese da mettere in conto non ci sarà più il costo del cosiddetto "pezzo di carta" della licenza.

La maggioranza di centrodestra che governa Eraclea si dichiara, almeno sul versante commerciale, in piena sintonia con le teorie liberiste del governo di centrosinistra. Un passo non ancora compiuto nel campo dei pubblici esercizi, dove invece si opera "in house", ma sul versante commerciale il Comune, che soffre da decenni la possibilità di non potere aprire una farmacia a Ponte Crepaldo, ha deciso di premere sull'acceleratore delle liberalizzazioni. Naturalmente facendo la scelta di non ascoltare più di tanto le associazioni di categoria che come c'era da attendersi avevano espresso chi perplessità chi contrarietà, ma invero c'era anche chi non era contrario. E così il piano per la "rideterminazione dei parametri numerici dei pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande" è andato addirittura oltre le stesse richieste presentate. In particolare per la zona di Eraclea Mare, dove giacevano 15 domande inevase, sono stati rideterminati i numeri facendo salire a 20 le possibilità di ulteriore licenza (10 tabelle "A" per ristorazione e 10 tabelle "B" per bar). Una mezza rivoluzione per una località balneare tutto sommato piccola. "È finito il tempo dei furbi - ha detto il sindaco Graziano Teso - di chi lucra sul commercio delle licenze ostacolando l'arrivo sul mercato di giovani che potrebbero portare idee nuove nella gestione dei pubblici esercizi. Eraclea Mare ha bisogno di concorrenza, di rinnovarsi. Se avessimo proposto un aumento minimo delle licenze non saremmo stati in grado di impedire la speculazione a danno dei giovani che già hanno pochi soldi per partire. Sono stati i nostri Uffici a consigliarci di largheggiare con i numeri". Ora, per evitare accaparramenti, soprattutto da parte di chi avendo sentito delle intenzioni del Comune ha già presentato una serie di domande, si riparte da capo ed entro marzo ci sarà l'avviso pubblico per l'apertura del bando. Priorità sarà data agli ampliamenti, poi, in ordine cronologico di presentazione, saranno valutate le singole domande in presenza dei requisiti di professionalità e disponibilità dei locali.

Scritto da Maurizio Marcon 

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 14.03.2007
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 
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